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venerdì 4 ottobre 2013

Una nuova speranza

Devo riconoscere di avere preso un abbaglio. In passato non sono stato tenero nei confronti di Angelino Alfano ma oggi debbo ricredermi. Naturalmente non cambia il mio giudizio negativo sul suo giustizialismo ma cambia la mia prospettiva sulla sua statura di uomo politico: bisogna dirlo, ha saputo prendere la decisione giusta al momento giusto smarcandosi dalla miopia di Berlusconi.
Preso dal panico per la sua sorte personale, Berlusconi non ha avuto la lucidità per giocarsi la partita avendo come bussola una visione alta del suo ruolo, non ha saputo uscire di scena a testa alta. Doveva capire che giocare allo sfascio non giovava alla sua vicenda personale e all’interesse comune e che anzi era un modo per danneggiare irreparabilmente il suo partito oltre che la sua già compromessa immagine.
Quando, a proposito di Alfano, si parla di parricidio, si ignora che è stato invece Berlusconi, come Crono, a mangiare i suoi figli. Alfano ha avuto il merito di capire l’irrazionalità della decisione di Berlusconi e di essersi saputo opporre ad essa. Ma c’è di più, ha condotto la sua battaglia con fermezza ma anche con sobrietà,  senza cadere nella tentazione dell’acrimonia nei confronti dei suoi avversari dentro il partito, senza mordere la mano di chi in passato lo ha sdoganato dal suo destino di peone anonimo e lo ha proiettato verso un ruolo così ambito anche se lo ha definito privo del necessario “quid”, senza toni trionfalistici anche quando appariva chiaro che aveva trionfato, vivendo la contrapposizione con Berlusconi con l’aria dolente di chi stava soffrendo per una contesa che riteneva necessaria ma che lo lacerava. Ha accettato la vittoria quasi con riluttanza e ha fatto capire che, pur tenendo distinti l’ambito politico dall’ambito personale, sarà a fianco di Berlusconi nella sua battaglia personale. Un esempio di stile e di eleganza che gli fa onore.
Inoltre si sta muovendo con avvedutezza dimostrando di sapere gestire la vittoria dopo averla conseguita, non prendendo decisioni affrettate ed evitando spaccature definitive e insanabili. Insomma si sta muovendo con il piglio di un autentico leader. C’è da scommettere che riuscirà a ricomporre la frattura fra le due anime del PDL, tenendo a bada innanzitutto gli estremismi dei suoi seguaci, e che riuscirà a prendere in mano l’intero partito, auspice Berlusconi nella veste di padre nobile che mostrerà la sua generosità concedendo il viatico al suo delfino pur sempre partorito dal suo intuito. L’uomo è capace di questi colpi di scena.

Nel campo avverso del PD appare chiaro che l’ennesima capriola di Berlusconi non è stata gradita. Anche lì ci sono anime diverse e contrapposte. C’è chi ha accolto la decisione di Berlusconi di concedere la fiducia all’esecutivo con la stizza di chi teme di non essersi sbarazzato del tutto di Berlusconi. Con questi bisognerà fare i conti quando vorranno appendere il nemico a testa in giù, ma c’è anche chi ha saputo leggere nel modo giusto la mossa di Berlusconi prendendo le distanze dalle sirene del suo voto di fiducia e parlando di maggioranza politica piuttosto che numerica ma mettendo in chiaro che non promuoverà né leggi ad personam né leggi contra personam. Sulla ragionevolezza di quest’anima del PD si potrà contare per evitare rese dei conti che non hanno ragione d’essere, per concedere l’onore delle armi ad un avversario sconfitto e magnanimità ad un uomo che sta vivendo un dramma personale, per non ostacolare la bella novità di un politico, Alfano, che si sta adoperando per la creazione di una nuova destra e per far nascere una democrazia normale in cui ci si confronta civilmente nell’interesse del Paese.

1 commento:

  1. Speriamo che sia proprio lui, Dott. Mandalà, l'uomo che saprà dare una svolta più "europeista" ad una destra e che possa realmente, come è auspicabile, "gettare i semi" per far sì che nasca una democrazia matura dove, come dice Lei, "ci si confronta civilmente nell’interesse del Paese". E allora forza Angelino ALfano! Speravo, ma ero quasi certo,che avrebbe scritto qualcosa Dott Mandalà, dopo i giorni in cui abbiamo assistito all'incomprensibile scelta di Berlusconi che, in tutta onestà, non ho mai condiviso e che mi ha lasciato esterefatto. Con stima

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