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sabato 3 agosto 2013

Le iene

La conferma in Cassazione della sentenza di condanna per frode fiscale a carico di Berlusconi non si presta a contestazioni. E’ l’ultima pronuncia con cui è stata accertata, al di là di ogni ragionevole dubbio, la colpevolezza dell’imputato. E’ la verità processuale ultima nei confronti della quale non resta che la rassegnazione. Certo se ne può dissentire affermando che la verità processuale è pur sempre la verità degli uomini ma non ci si può sottrarre alle conseguenze di essa. Uno dei caratteri della legge è la coazione che ci obbliga ad espiare la pena e dunque stupisce l’affermazione pleonastica di chi raccomanda che la sentenza venga applicata. C i mancherebbe!
Naturalmente, vista la caratura dell’imputato, si sono scatenate le prevedibili esagerazioni in un senso e nell’altro. C’è chi parla di giustizia politica e di accanimento, di guerra ventennale  tra potere giudiziario e politico che si è conclusa con la vittoria della magistratura e c’è chi ha salutato la sentenza come una specie di lavacro che ha finalmente purificato lo scenario restituendo il profumo di lavanda alla nostra politica inquinata dal virus berlusconiano. Adesso finalmente la politica, liberata dal cancro, può dispiegarsi verso le sue magnifiche sorti e progressive.
Nessuno che abbia avvertito il senso della misura.
Non certo chi si è improvvisato sceriffo e ha proclamato che vigilerà sull’applicazione della sentenza, come se ci fosse un vuoto di potere e si sentisse il bisogno dello zelo interessato di chi pretende di riempire questo vuoto mostrando i muscoli per compiacere la piazza.
Non certo chi esibisce il volto livido di soddisfazione e sollecita la cacciata di Berlusconi  dal Parlamento. I signori giustizialisti in servizio permanente effettivo riescono a tenere a freno la bava alla bocca e aspettare che la legge faccia il suo corso? La legge, se non sbaglio, ha dimostrato di non fare sconti a Berlusconi.
Non certo il popolo viola e la variegata galassia dei cromatismi più improbabili che festeggiano nelle piazze a champagne.
Non certo i soliti talebani della rete, dove Berlusconi è stato paragonato ad Al Capone.
Una vera orgia del kitschy in cui si è data la stura ai peggiori istinti.
Si può affermare che Berlusconi è un delinquente perché condannato in via definitiva ma la condanna non può servire da alibi per fughe da responsabilità che investono tutta la classe politica. Sfido chiunque a dimostrare che il Cavaliere ( ancora per poco ) è il male assoluto e che gli altri sono dei verginelli di primo pelo.  Egli è un personaggio che ha rappresentato e rappresenta una parte considerevole di un popolo che ha creduto in lui e che non merita di essere trattato alla stregua di una accozzaglia di sprovveduti sub-dotati, in questo Paese ha svolto un suo ruolo ( e lasciamo stare se bene o male ) e ha avuto una sua dimensione istituzionale e imprenditoriale che non possono essere liquidati con lo sprezzo della rimozione, con lui bisognerà ancora fare i conti, e quanti lo demonizzano barando con le responsabilità sono in malafede e non rendono un buon servizio al Paese. Se passa la vulgata che i cattivi sono solo da una parte, i buoni continueranno a fare sfracelli.
Berlusconi andrà in carcere ( gli arresti domiciliari non cambiano la sostanza con buona pace di Stille ), si farà più male di  un comune cittadino nel pagare il suo conto con la giustizia perché cadrà da un ramo più alto, soprattutto è un uomo provato come tutti coloro che incappano nei rigori della legge e vivono il dramma del tintinnio delle manette ( seppure in questo caso virtuali ). 

Ce n’è abbastanza per pretendere un po’ di misura e chiedere che ad uomini vittime di questo dramma venga riservata la sobrietà del rispetto, non la sinistra risata delle iene. Il rispetto che reclama Napolitano non può essere limitato ai soli vincitori.

2 commenti:

  1. Ottimo post, come sempre...sembra quasi che il lettore possa "guardare" quello che lei esprime così chiaramente. Cordialmente. Michele.

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  2. Le ho inviato un messaggio dalla mia e-mail. Spero che lo abbia ricevuto e ne gradisca il contenuto. Cordialmente, con stima. Michele

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