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mercoledì 12 dicembre 2012

La bella Italia


Ma in che razza di Paese viviamo?
E’ un Paese normale quello in cui un Procuratore della Repubblica incappa in una intercettazione predisposta dallo stesso ufficio che egli coordina mentre sta parlando con un indagato al quale si sospetta stia dando notizie sull’indagine che lo riguarda?
E’ un Paese normale quello in cui un magistrato definisce sentenza politica una sentenza della Consulta che, a suo parere, risponde alle esigenze di una parte, sia pure autorevole quale quella del Capo dello Stato, piuttosto che a esigenze di verità? Ma non ci è stato sempre detto che le sentenze vanno accettate ? E invece proprio un magistrato contesta la sentenza della Consulta con queste parole:”Le ragioni della politica hanno prevalso su quelle del diritto. La sentenza della Corte costituzionale rappresenta un brusco arretramento rispetto al principio di uguaglianza e all’equilibrio fra i poteri dello Stato”. E’ un chiaro attacco alla capacità di indipendenza e all’autorevolezza del massimo organo di garanzia, che getta un’ombra sulla imparzialità di una istituzione fondamentale dello Stato. Ma allora, se un magistrato tanto autorevole ci dice che dobbiamo diffidare persino della Corte costituzionale, a quale Stato ci siamo consegnati? Ed è un Paese normale quello in cui sempre il nostro infaticabile magistrato, sebbene in piena attività di servizio, non esita a schierarsi marcatamente a favore di una parte politica nello stesso tempo in cui in tribunale sostiene l’accusa contro un esponente di primo piano dello schieramento politico che egli avversa e, scendendo sul terreno di una contesa in una arena turbolenta quale è quella di un  seguitissimo talk show, espone se stesso e le istituzioni che rappresenta all’epiteto di mascalzone?
E’ un Paese normale quello in cui un ex Presidente del Consiglio che ha fatto il suo tempo, che ha dato al suo Paese un contributo, gli storici diranno se positivo o negativo, ma che adesso non ha nient’altro da dire se non a favore di un dialogo costruttivo e privo di veleni, che dovrebbe aver maturato la consapevolezza dei propri limiti, dovrebbe avvertire la sobrietà di un Cincinnato e vivere un bucolico dignitoso crepuscolo invitando i seguaci ad un percorso di ragionevolezza che non ripeta gli errori e gli eccessi del passato e guardi all’interesse della Patria nel momento del suo maggior pericolo, è normale che un simile uomo scompagini equilibri faticosamente raggiunti e getti sulla bilancia la sua spada come un Brenno qualsiasi?
E’ normale un Paese in cui un popolo ridotto allo stremo trovi  la risposta alla propria disperazione in un comico che, beninteso, non ha il suo limite nella comicità che anzi, quando non era stata ancora sostituita dalla politica, ci ha regalato momenti di genialità, bensì nella ovvietà e impraticabilità del suo populismo, mentre uomini che hanno fatto dell’attività politica il loro mestiere e sono pagati per trovare soluzioni ai problemi della gente, si sono dati alla latitanza e hanno abbandonato il campo quando la situazione stava precipitando passando la mano ai cosiddetti tecnici, salvo, come dei bambini capricciosi smaniosi di tornare in possesso del giocattolo, dar loro il benservito dopo che questi hanno cavato le castagne dal fuoco in loro vece salvando l’Italia dal fallimento e dandole credibilità ?
E’ normale un Paese che sta smottando sempre più verso la povertà e allarga sempre più la forbice tra ricchi e poveri svolgendo una funzione che non ha il diritto di esercitare, appaltandosi impropriamente il diritto di pilotare l’economia e riuscendo nell’impresa di tutelare i più abbienti a scapito dei meno abbienti?
E’ questo un Paese normale? 

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