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lunedì 26 settembre 2011

L’ostracismo


Frequento qualche circolo. Giochicchio senza tanto entusiasmo a burraco ma soprattutto accontento mia moglie che, poverina, ne ha viste tante standomi accanto e merita molto di più la mia condiscendenza per le sue debolezze di gioco che non la mia idiosincrasia per i rapporti col mondo esterno. In qualche caso sono stato più o meno gentilmente invitato a togliere il disturbo quando è emersa la mia identità di imputato di mafia e so che mi espongo continuamente a questo rischio grazie ad una notorietà della quale farei volentieri a meno. Ho scoperto che la natura umana sa essere particolarmente crudele quando deve infliggere sofferenza. Dunque il rischio di essere messo alla porta è sempre in agguato e forse, quando declino le mie generalità, dovrei far presente chi sono. Ma mi sono detto che in definitiva contano i comportamenti, che ho sempre incassato i complimenti per il mio tratto signorile, e che dunque non è il caso di scoprire le carte e beccarmi l’ostracismo privando mia moglie della sua innocente passione e me di un minimo di relazioni di cui necessita anche il più incallito dei misantropi.
E’ vero, sono un imputato di mafia e forse dovrei avere maggiore lealtà per chi mi ospita e può sentirsi ingannato dalla mia intrusione, ed anche, a dire il vero, per me stesso alla mercé della mia passione ludica al punto da non avere riguardo per il mio amor proprio in una città che ormai non perdona, che ha da sempre trescato con la mafia ma che adesso ha scoperto una verginità un tempo impensabile, difende questa sua nuova identità, più o meno sentita sinceramente, con la intolleranza tipica delle vergini rifatte e sa essere crudele. Tutte le volte che sono stato riconosciuto, ho avvertito su di me sguardi allarmati che mi hanno seguito con circospezione, controllando ogni mio passo nel timore di chissà quale misfatto, frenando a stento l’ira repressa per la mia sfrontatezza nel mescolare la mia sporcizia morale al candore di tanti galantuomini.
Dunque occorrerebbe una maggiore cautela e, se non ne sono capace, non mi posso lamentare per le umiliazioni alle quali mi espongo a causa dalla mia avventatezza, anche se essa va giudicata con indulgenza considerando che, oltre ad essere un imputato di mafia, sono anche un uomo che non può accettare a cuor leggero di restare imbucato nella propria tana per tredici anni pur di non turbare i sonni dei Saint-Just che con il ciglio sollevato inorridiscono di fronte alla mia pretesa di mescolarmi a degli onest’uomini, ma non stanno tanto a sottilizzare sul trascurabile dettaglio che la mia vita è appesa da tanti anni ad una sentenza che dica finalmente chi sono, se mafioso o no.
La vita di un uomo è ben poca cosa al confronto del buon nome del circolo e non è tollerabile che la frequentazione di un imputato di mafia, anzi di un mafioso tout-court, ne metta a repentaglio la rispettabilità, c’è un ordine di valori e il perbenismo li precede tutti, senza stare a spaccare il capello in quattro riflettendo sull’ovvietà che sono un innocente in attesa di giudizio!
Ed allora, stando così le cose, inganno i benpensanti, sfido la sorte dicendomi che non sono peggiore dei tanti che mi vogliono privare del mio diritto ad un minimo di spazio vitale e che, magari, chissà, anche loro qualche scheletro da nascondere ce l’hanno anche se non hanno la mia notorietà. Sfido la sorte pregustando il piacere nell’immaginare il panico dei delatori mentre sussultano nel riconoscermi e si precipitano, tremando di sdegno e di indignazione, a denunciare al riparo della loro viltà la mia presenza. Li immagino mentre, in preda al terrore, squittiscono scandalizzati invitando i compagni di merenda a serrare le fila e a difendere, nel fortino di un circolo in cui si gioca a carte, la morale comune e il loro diritto a ingannare, in tutta tranquillità e senza presenze ingombranti, i compagni barando.

1 commento:

  1. Lei, appartenente ad una banda di assassini che ha sulla coscienza centinaia di omicidi, ritiene di non essere peggiore di chi la vorrebbe privare dello "spazio vitale"?

    Ma i suoi complici hanno ammazzato senza pietà centinaia di persone!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_di_Cosa_nostra

    e lei è colpevole quanto loro.

    No guardi, di persone peggiori di lei al mondo ce ne sono pochissime.

    Per acquisire un barlume di dignità dovrebbe rivelare tutto ciò che sa sui suoi complici per fare giustizia e per difendere la vita di altri innocenti.

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